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Le potenzialità della rete nei piccoli comuni
Postato da frasqui :: alle ore 09:43 :: del mercoledì, 12 dicembre 2007

L'articolo del Crotonese di oggi, sul Centro Telematico Silano istituito a Castelsilano, riportato a sul sito del Laboratorio, mi ha immediatamente riportato alla mente alcune problematiche sulle quali noi di Laboratorio Marchesato, ma prima ancora alcuni di noi di concerto con la vecchia amministrazione, avevamo cercato di studiare per vedere quali potessero essere i possibili ritorni, in termini di sviluppo per la nostra comunità, delle potenzialità della rete.
Siamo coscienti che non sarà soltanto la rete a far uscire il nostro paese dall'isolamento che lo affligge e che sta diventando sempre più marcato. Senza altre strutture più immediatamente accessibili come le strade e la valorizzazione delle risorse locali, internet rischia di essere soltanto un lusso e un giochino per pochi.
E' anche vero però che la comunicazione è sempre di più il volano di sviluppo attuale e ancora di più lo sarà nel futuro: in questo senso quindi, investire risorse economiche ed umane in questo settore non potrà mai essere considerato uno spreco e rappresenterà invece, sempre, specialmente in futuro, un gradino già costruito sulla scala dei possibili piani di sviluppo.
Qualsiasi ipotesi di investimento in qualsiasi settore di sviluppo potrebbe domani risultare non compatibile con gli scenari futuri, e quindi la paura di sbagliare renderebbe comprensibili tutti i tentennamenti e i ritardi.
Diverso è invece il risultato dei tentennamento e dei ritardi nel settore delle nuove tecnologie che, non bisogna essere scienziati o profeti per capirlo, rischiano di farci rimanere tra gli "analfabeti" del prossimo futuro.
Questa preoccupazione diventa ancora più drammatica quando ci rendiamo conto che la mancanza di progettualità in questo settore non è legata alla mancanza di risorse umane ed economiche, ma molto più semplicemente o, se volete, molto più "assurdamente", a puerili beghe di paese e a rivalse personalistiche che niente hanno a che vedere con l'intelligenza e con quel sano utilitarismo sociale proprio delle comunità più evolute.
San Mauro è un paese povero di risorse naturali e di infrastrutture aziendali, ma ricco di risorse umane e culturali:
•    Abbiamo il più alto numero di laureati in proporzione agli abitanti, molti di questi nel settore informatico o in settori connessi;
•    Abbiamo più aziende legate all'informatica;
•    Abbiamo più aziende che sempre di più saranno costrette a fare massiccio uso dell'informatica;
•    Abbiamo prodotti locali che se anche poco redditizie nell'ottica del mercato globale, potrebbero diventare appetibili nei mercati cosiddetti di "nicchia"
•    Abbiamo l'ADSL
•    Abbiamo un computer in ogni casa dove ci sia uno studente;
•    Abbiamo studenti e professionisti e organizzazioni che sono riusciti in poco tempo a crearsi un proprio spazio consolidato nel mondo della rete e qui riescono a competere con discreto successo;
•    Abbiamo un'estensione abitativa tale da essere coperta da una sola antenna wireless mediamente potente, e nel caso del WI - FI,  di cui si stanno rilasciando le licenze adesso, una sola antenna potrebbe coprire tutto il territorio intorno a Monte Fuscaldo;
•    Abbiamo la normativa sull'informatizzazione del territorio e della pubblica amministrazione a disposizione;
•    Abbiamo i Fondi Comunitari  destinati alle aree depresse e quelli per l'innovazione tecnologica che non aspettano altro che di essere spesi;

Mi rivolgo allora all'Amministrazione Comunale e a tutte le realtà associative presenti sul nostro territorio , senza nessuna vena polemica e nel più puro spirito costruttivo:

•    Cosa aspettiamo a sfruttare e a valorizzare nel modo migliore tutte queste risorse?
•    Cosa  ci manca per diventare una piccola realtà evoluta nel mondo della globalizzazione?
•    Cosa rende inutili le risorse sopra elencate?

Certo ci sono le emergenze endemiche che portano via molto del tempo che le amministrazioni potrebbero dedicare alla progettualità, ma questo incide in misura maggiore quando si fa affidamento solo sulle forze propriamente politiche senza coinvolgere tutte le risorse disponibili sul territorio.
Ci sono diversità di vedute e priorità diverse in ogni Associazione, ma non penso siano un reale ostacolo alla collaborazione sui temi unificanti
Noi collaboratori di Laboratorio Marchesato abbiamo più volte manifestato, nei fatti con riunioni apposite e con gli appelli attraverso internet, la disponibilità a partecipare attivamente al processo di sviluppo della nostra comunità e siccome siamo coscienti di non poter determinare percorsi che dipendono propriamente da decisioni e prerogative politiche, abbiamo cercato di assolvere all'unico ruolo che ci è stato concesso di svolgere: quello di stimolo alla discussione e al dibattito sui temi che ci stanno più a cuore.
In questo senso rinnoviamo l'appello a tutti coloro che hanno il potere di determinare le scelte politiche alla base delle ipotesi di sviluppo perché organizzino un tavolo di confronto con tutti i soggetti attivi sul territorio per far in modo che San Mauro si incammini sulla strada della rinascita.
Siamo sempre più convinti che il mondo della collaborazione, nel rispetto della diversità di idee, sia sempre da preferire al mondo dell’unanimismo di facciata o, ancora peggio, al mondo delle divisioni pregiudiziali.


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Postato da frasqui :: alle ore 15:37 :: del martedì, 24 luglio 2007
 
Finalmente!!!!!



Da oggi 24/07/2007

A
San Mauro
Marchesato

E' ATTIVA

L'ADSL

"eppur si muove"
- Galileo Galilei -

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Petizione per l'uso libero delle frequenze
Postato da frasqui :: alle ore 18:20 :: del domenica, 17 giugno 2007

Dal  Blog di Beppe Grillo

Tra poco lo Stato assegnerà le frequenze WiMax. E’ il punto di non ritorno per il libero accesso alla conoscenza. Dopo non si potrà più tornare indietro. Il WiMax è una tecnologia che permette di trasmettere e ricevere segnali senza fili a distanze di decine di chilometri. Elimina l’ultimo miglio e il pedaggio di Telecom Italia. Le comunità locali potranno rendersi indipendenti e collegarsi a Internet.
Se il WiMax finisce in mano agli avvoltoi delle compagnie telefoniche, come ho detto nel mio intervento di Rozzano a Buora e a Ruggiero, verrà trasformato in una me..da ad alto costo. Peggio dell’adsl.
Ogni cittadino dovrebbe avere per nascita il diritto di accesso alla conoscenza.
Esiste una petizione on line che vi invito a firmare per il vostro futuro, per il diritto alla conoscenza e per non essere, almeno una volta, presi per il c..o.
La petizione chiede che almeno 1/3 delle frequenze venga riservato ai cittadini per associazioni senza fini di lucro, come i comuni e gli enti locali, e senza alcuna tassazione diretta o indiretta.
Firmate la petizione su: http://www.petitiononline.com/wmaxfree/


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Uno strano concetto di legalità
Postato da frasqui :: alle ore 16:51 :: del sabato, 09 giugno 2007
Uno strano modo di intendere la legalità tra i curatori del Portale del turismo calabrese
I giornali locali e nazionali sono pieni delle notizie relative alle massicce campagne stampa sulla legalità che quotidianamente vedono come protagonisti, più o meno assoluti, il Presidente, gli Assessori e i consiglieri della Regione Calabria e personalità di altre istituzioni regionali.
Le scuole sono inondate di proggetti sulla legalità i cui risultati finali vengono rappresentati in pompa magna sempre alla presenza del referente istituzionale di turno.
In ognuna di queste occasioni sentiamo ripetere un refrain che è diventato quasi uno slogan pubblicitario vista l'ossessività con cui viene ripetuto: La legalità non è qualcosa che si impone ma è un atteggiamento che si acquisisce da piccoli e si dimostra nei comportamenti quotidiani prima ancora che nelle grandi occasioni.
Quando si analizza il fenomeno delle illegalità diffuse nella nostra regione, questi signori pongono quasi sempre l'accento sullo strabismo della stampa e della scuola che, a loro dire, si interesserebbero dei grandi fenomeni della ndrangheta e della mafia sorvolando sui piccoli comportamenti quotidiani, prodromi di grandi illegalità.
E' una gara a chi riesce ad individuare il più piccolo segno di principio di illegalità nei ragazzi, nelle famiglie, nelle periferie degradate.
Ora uno si aspetta che il "palazzo", così attento nell'analisi del fenomeno abbia compiuto un'accurata indagine in casa sua per estirpare i più piccoli segni di illegalità.
Basta leggere i giornali per rendersi conto che ciò non avviene da molto tempo e che coloro che si riempiono la bocca di questi discorsi dovrebbero tornare a scuola e impararne ancora l'ABC.
Starete pensando che anche io sia caduto nella sindrome accusatoria del potere che impazza in questo momento. Bene se per altri è soltanto una sindrome passegera nel mio caso si può parlare di malattia conclamata e questo sito ne è stato molto spesso testimone.
Adesso però ho scoperto una piccolezza nel maremagnum delle illegalità regionali che mi (ci ) riguarda e desidero mettervi al corrente:
Guardate bene la foto seguente,

Immaginatevi la sorpresa di mia moglie qando ha visto l'immagine del quadro che tiene in soggiorno in formato 50/70 riprodotta sul sito del portale del turismo della Regione Calabria.
Poi scendendo più in basso la sorpresa è diventata spavento quando, riprodotta in basso, sempre sullo stesso sito, vediamo l'immagine che riproduce l'antico frantoio di casa Moreli a "Gullo" e che abbiamo in casa da 22 anni.


In questa situazione tre sono le cose certe:
1) Io ho in casa i negativi originali e le stampe di queste foto
2) Nessuno mi ha chiesto l'autorizzazione alla pubblicazione di queste foto sul portale del turismo della Regione Calabria.
3) Io non ho mai autorizzato questo utilizzo.
Due sono le conseguenze logiche di questa situazione:
1) Il portale del turismo della Regione Calabria. costato centinaia di migliaia di Euro è stato costruito con materiali non autorizzati e sicuramente non pagati.
2) I curatori del sito e i responsabili istituzionali non sanno neanche lontanamente cosa sono le leggi sul Copyright, o molto più semplicemente, se ne fregano.
Conclusione:
La legalità riguarda i ragazzi, le famiglie, i docenti, per i nostri amministratori invece questa è soltanto un optional.

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Licenze WiMax, ecco come andrà
Postato da frasqui :: alle ore 08:38 :: del giovedì, 10 maggio 2007

L'Autorità TLC approva il sospirato regolamento. Le licenze dureranno 15 anni e dovranno portare alla vera diffusione del wireless nel Belpaese. Ma non sono previste frequenze destinate al libero utilizzo

Roma - Il WiMax italiano compie un altro passo verso il debutto sul mercato: si avvicinano le gare per le licenze. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha varato il regolamento da lungo tempo atteso per l'assegnazione delle frequenze.

Il regolamento definisce le procedure che consentiranno al Ministero delle Comunicazioni di assegnare "i diritti d'uso delle frequenze nella banda a 3,5 GHz, per le tecnologie di accesso radio a larga banda (Broadband Wireless Access), tra cui il WiMax".

Il regolamento, si legge in una nota diffusa dall'Agcom, "ha l'obiettivo di consentire l'attribuzione, in maniera efficiente, delle frequenze, contemperando sia le esigenze di sviluppo della concorrenza, sia quelle di disponibilità della banda larga nelle zone non coperte dal servizio. Il Regolamento prevede l'attribuzione di tre diritti d'uso (delle licenze, ndr) per ciascuna area geografica pari ad almeno 2x21 MHz".

Non mancano intenti volti a favorire la competitività del mercato: "Al fine di promuovere condizioni di effettiva concorrenza nella fornitura di accesso via radio, uno dei diritti d'uso sarà riservato agli operatori new comers (nuovi entranti) che non dispongono di ulteriori risorse frequenziali che consentono la fornitura di servizi comparabili a quelli BWA". La durata dei diritti d'uso delle frequenze sarà di 15 anni, e potrà essere rinnovata.

Ogni area geografica dei primi due lotti di gara potrà essere "formata da un minimo di due Regioni a un massimo di quattro". Il terzo lotto, riservato ai new comers, avrà una base geografica regionale per promuovere un'offerta di servizi tagliata su misura delle esigenze locali. "L'assegnazione delle frequenze - continua l'Authority - avverrà sulla base di graduatorie distinte per ciascun diritto, basate sull'importo offerto anche attraverso un sistema di rilanci multipli". Il Ministero delle Comunicazioni, nel bando di gara, "definirà l'importo minimo d'asta per ciascuna area geografica e ciascun blocco di frequenze. Per tutti e tre i lotti sarà possibile presentare un'offerta per più aree geografiche fino alla dimensione nazionale".

Il bando di gara dovrà specificare le condizioni di ammissione delle domande basate su "criteri di idoneità tecnica e commerciale". Il Regolamento prevede inoltre il rispetto, per gli operatori, di obblighi minimi di copertura, da raggiungere entro 30 mesi dal rilascio delle licenze, nonché obblighi di utilizzo reale delle frequenze, entro il medesimo termine. Non sono stati fissati vincoli, invece, sui servizi erogabili, ma solo "condizioni per l'utilizzo ordinato ed efficiente delle frequenze attribuite", nel rispetto della neutralità tecnologica, ma anche degli interessi degli operatori partecipanti.

Michele Lauria, uno dei due relatori, afferma che questo regolamento "tiene in considerazione le esigenze di sviluppo di un mercato concorrenziale e la necessità di superare il divario digitale, favorendo l'entrata di nuovi operatori e l'offerta di servizi che soddisfino le esigenze locali ed eventuali necessità pubbliche. Il regolamento prevede misure volte ad evitare un uso distorsivo delle risorse frequenziali, anche attraverso vincoli di utilizzo".

Va detto che le decisioni di Agcom sembrano non tenere in conto le osservazioni degli esperti secondo cui una quota delle frequenze avrebbe dovuto essere garantita per il libero utilizzo. Spiegava ISOC Italia su queste pagine che se non vi saranno frequenze libere "cioè non sottoposte a licenze" questo "potrebbe rallentare se non addirittura impedire che con il WiMax si mantenga la promessa di una copertura broad band del territorio oggi digital diviso".

Dario Bonacina
da Il punto informatico


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ADSL a San Mauro
Postato da frasqui :: alle ore 19:15 :: del giovedì, 19 aprile 2007

SAN MAURO MARCHESATO – Non c’è più bisogno di installare per protesta all’inizio del paese alcune tabelle segnaletiche con la scritta “ Comune a banda stretta”, come annunciato dal capogruppo consiliare della Margherita, con una nota inviata al Sindaco, il cui contenuto è stato riportato sul Quotidiano del 26 febbraio. Difatti, presto anche a San Mauro Marchesato si navigherà alla velocità di 640 kbit/s.  In riferimento al fattivo interessamento del sindaco, Carmine Barbuto, sostenuto dall’intera amministrazione, la Telecom ha fatto pervenire il 16 aprile scorso una missiva con la quale annuncia “…tale località, pur presentando alcuni vincoli tecnico-economici che non ne hanno finora consentito l’inserimento nei piani per l’estensione della copertura ADSL, è stata comunque ricompressa tra gli interventi – previsti entro il terzo trimestre del 2007 – finalizzati all’abbattimento del Digital Divide”.  Poi la lettera prosegue “La soluzione tecnica che verrà adottata, compatibile con il bacino della centrale e con la situazione infrastrutturale della stessa, consentirà di conseguire in tempi brevi una navigabilità internet con velocità di download almeno pari a 640 kbit/s”. Questa notizia naturalmente blocca le altre iniziative alternative che si stavano prendendo in paese e dà soddisfazione al sindaco che aveva iniziato questa lotta da novembre 2005, coinvolgendo anche i comuni di Santa Severina, Roccabernarda e Scandale. Il tutto avviene nella logica di Telecom Italia che si è dichiarata pronta ad abbattere le barriere tecnologiche. “Al fine di rendere il servizio ADSL presente in modo capillare sul territorio nazionale, raggiungendo anche comuni di piccole dimensioni, Telecom Italia – è scritto in un comunicato – ha individuato nuove soluzioni impiantistiche in grado di fornire il servizio ADSL anche in aree servite da centrali non raggiunte da fibra ottica. Soddisfazione è stata espressa anche dal vicesindaco, Mario De Marco, e  dal capogruppo della Margherita, Ignazio Mauro, che avevano subito condiviso l’iniziativa di Francesco Squillace di sensibilizzare sull’argomento tutte le istituzioni e le associazioni operanti nel territorio del crotonese.

Mario De Marco
sul Quotidiano del 19/04/2007


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Centri d' accesso pubblico per servizi digitali avanzati
Postato da frasqui :: alle ore 18:40 :: del martedì, 03 aprile 2007
Comunità Montana, progetto da 68 mila euro per e-governement
I processi di sviluppo delle nuove tecnologie hanno favorito la nascita di nuove interazioni comunitarie supportate da modelli comunicativi più dinamici e da strumenti multimediali che hanno mutato i modelli sociali e lavorativi.
Nell’ambito di questa nuova visinè ti società si colloca il progetto promosso dalla Comunità montana Alto Crotonese denominato Centro servizi Rec@all e finanziato per 66 mila euro dalla Regione Calabria Dipartimento economia e dal ministero per l’innovazione tecnologica.
Ad illustrarlo è Francesco Aprigliano (nella foto), assessore della Comunità montana Alto Crotonese che ha curato la stesura del prpgramma insieme al supporto della gìunta eal responsabile di progetto Dionigi Forciniti.
Il progetto promosso in partenariato con i Centri per I’impiego della Provincia di Crotone, rientra nell’ambito di un accordo di programma quadro promosso dalla Regione Calabria che prevede un intervento finalizzato a realizzare nel territorio regionale centri di accesso pubblico a servizi digitali avanzati (Capsda). Il progetto prevede l’allestimento di un punto d’accesso nei locali del Comune di Casabona e l’allestimento di tre chioschi nei locali dei comuni di Strongoli, Belvedere Spinello e Carfizzi. I punti di accesso saranno collegati in rete con le strutture partner e con gli Enti che si convenzioneranno con il centro servizi Rec@all. La dotazione informatica dei punti di acso.sarà tale da  favorire la fruizionedi servizi avanzati e innovativi per il territorio.
“L’aspetto più importante - dichiara Aprigliano - riguarda proprio la fruizione di servizi pubblici con metodi multimediali propri dell'e-governement. Il partenariato di progranima e quelIo promosso in itinere durante il progetto consentirà un’offerta di servizi pubblici adeguata alle esigenze territoriali delle realtà coinvolte. La Comunità montana Alto Crotonese, con il progetto Capsda, vuole avvicinare i comuni dell’entro terra provinciale alla città capoluogo dove sono concentrati tutti i servizi pubblici di cui vi è una necessità pressoché quotidiana. E allora con un clik si potranno raggiungere tutti i servizi che il progetto prevede”.
I tempi di attuazione, secondo quanto detto dall’assessore Francesco Aprigliano, saranno brevi; l’allestimento dei punti di accesso è già in cantiere ma quello che ci conforta, coùtinua Aprigliano, è la proiezione futura del presente approccio.
L’intento della Comunità montana, infatti, è proprio quello di avviare un percorso di conurbazione dei comuni della Comunità con il centro della provincia in modo da promuovere una geografia nuova dell’alto crotonese che non dovrà disperdere le proprie risorse migliori, ma dovrà favorire una migliore e comunicabilità tra centro e periferia.
Da Il Crotonese del 03/04/2007

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Il wi-fi nell'alto crotonese
Postato da frasqui :: alle ore 18:17 :: del martedì, 03 aprile 2007
 E’ stata siglata nei giorni scorsi la convenzione tra il Pit 11 Alto crotonese e la Regione Calabria relativa al progetto per la realizzazione di un collegamento digitale a banda larga in wireless (senza fili).
Un progetto da quasi 125 mila euro (il cui bando di gara dovrà essere, secondo quanto stabilito dalla convenzione, pubblicato in questa settimana) che punta a far superare ai comuni, soprattutto quelli dell’entroterra, il gap delle infrastrutture tecnologiche come appunto è la banda larga. Lo sanno bene i cittadini di tanti centri della provincia (ne abbiamo parlato nel mese scorso a proposito della vicenda dei paesi a “banda stretta” del marchesato)
Considerato che le aziende private non sono interessate a ampliare le infrastrutture tecnologiche per i piccoli comuni (dove l’investimento non è giustificato dalle entrate), i comuni del Pit 11 hanno deciso di farsi carico del problema per abbattere quello che viene definito “digital divide”.
L’idea parte dalla necessità di “interconnettere” gli edifici pubblici dei dodici comuni del Pit 11 (Belvedere Spinello, Carfizzi, Casabona, Cirò, Cirò Marina, Crucoli, Melissa, Pallagorio, San Nicola dell’Alto, Savelli, Umbriatico, Verzino) in modo da fornire un collegamento dati veloce con telefonia integrata. Successivamente sfruttando l’infrastruttura creata sarà possibile dare ai cittadini il servizio di connessione veloce.
In questo modo, da una parte la pubblica amministrazione si troverà ad utilizzare un collegamento veloce per lo scambio dei dati, mentre i cittadini, invece, potranno usufruire delle tecnologie digitali per avere i servizi messi in atto dagli Enti e di internet a banda larga.
La connessione ad Internet sarà di tipo veloce (Adsl) e con tariffa flat e banda minima garantita. La telefonia si baserà su tecnologia Voip e darà la possibilità di abbattere i costi fissi e variabili sul collegamento voce.
L'articolo completo lo trovate su  Il Crotonese di martedì 3 aprile 2007

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Il bello è che c'è lo dicono pure...
Postato da frasqui :: alle ore 19:27 :: del giovedì, 22 marzo 2007

Da un articolo di http://punto-informatico.it/ scopriamo che  Le Pubbliche Amministrazioni hanno generato la necessità di considerare la banda larga come uno strumento di vita dal quale non si può prescindere nella quotidianità. L'SPC fa diventare la Pubbliche Amministrazioni un elemento di modernizzazione per il Paese".

Secondo Livio Zoffoli, presidente di CNIPA, il braccio informatico del Governo, un adempimento che oggi richiede 30 giorni potrà essere ridotto a 4 o 5 giorni. In generale, SPC attraverso l'offerta di più di 700 servizi dovrebbe ridurre le attese, eliminare le code e soprattutto rendere lo "sportello telematico" della PA un interlocutore unico con cui interagire via Internet per espletare una pletora di adempimenti.
E il cittadino? Si abituerà rapidamente ai vantaggi. Lo ha sostenuto Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb, secondo cui "in tutti i paesi dove la penetrazione della banda larga è stata superiore, la pubblica amministrazione ha giocato un ruolo determinante, in quanto ha abituato i cittadini a interloquire in modo moderno con essa, ha abituato gli studenti a studiare e ad avere un rapporto personale, ad esempio, con la propria università.

Ma quali studenti?
Non certo quelli abitanti nei comuni a "Banda Stretta".
Per questi gli adempimenti continueranno a richiedere tempi "biblici".
Parlano........ Parlano.......... Parlano......


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Non solo internet
Postato da frasqui :: alle ore 09:56 :: del lunedì, 12 marzo 2007

Quando abbiamo lanciato questa campagna, avevamo in mente tutto il mondo delle nuove tecnologie e non solo quello che riguarda il mondo della rete.
E' ovvio che trovandoci su un blog il mondo internet e le relative reti di accesso assumono un rilievo dominante rispetto al resto, ma, come in parte spiegato in altri post, per paesi a "Banda stretta" noi intendiamo non solo quelli dove manca l'ADSL, ma anche:

  1. quelli che la rete UMTS è soltanto una sigla degli spot televisivi,
  2. quelli che bisogna comprare tre schede telefoniche da usare a seconda della stanza in cui siamo in quel momento,
  3. quelli che le video chiamate le possono fare solo al citofono,
  4. quelli che il telefonino è un complemento di arredamento,
  5. quelli che bisogna conoscere alla perfezione dove si prende la linea, e dove,
  6. quelli che il telefono fisso smette di funzionare quando piove,
  7. quelli che il digitale terrestre è ancora un prodotto degli ufo,
  8. quelli che RAI 3 è soltanto una sede Rai di Cosenza,
  9. quelli che il segnale di  radio 2 corrisponde al canale ufficiale di radio Tirana
  10. quelli che quando piove è meglio avere in casa le vecchie e funzionali candele,

Quelli, insomma, che delle nove tecnologie sanno solo ciò che apprendono dagli spotti televisivi e vivono la loro vita nella speranza di riuscire a vedere quelle meraviglie nella realtà, prima di morire.
Tutto questo e altro è ciò che noi intendiamo per banda stretta.


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Banda larga WiMax, ISOC avverte: dev'essere libera
Postato da frasqui :: alle ore 20:29 :: del venerdì, 09 marzo 2007

Alle posizioni di ADD, alla petizione dedicata e alle opinioni già espresse si aggiunge il parere di ISOC Italia, secondo cui è necessario che una parte delle frequenze sia destinata al libero utilizzo.
Sono unanimi i pareri degli esperti sul WiMax, in particolare sul fatto che almeno alcune delle frequenze sulle quali si può estendere il servizio rimangano di libero utilizzo e non siano cioè sottoposte a licenze che potrebbero rallentare se non addirittura impedire che con il WiMax si mantenga la promessa di una copertura broad band del territorio oggi digital diviso. Ieri ISOC Italia, la comunità che raccoglie alcuni dei maggiori esperti di Internet italiani, ha avvertito il ministero delle Comunicazioni: non tutte le frequenze possono essere bloccate senza gravi ripercussioni sui diritti degli utenti.
In una nota, ISOC sottolinea il valore di WiMax nel favorire "l'aumento di connessioni Internet ad alta velocità" e nel contribuire "ad alleviare il fenomeno del digital divide, che interessa una fetta consistente della popolazione nonché, se opportunamente resa accessibile a tutti, nel rendere concrete le promesse del Codice Digitale della Pubblica Amministrazione verso i cittadini".

Articolo completo al link:
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1914829&r=PI


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Banda larga, nel 2011 in tutta Italia
Postato da frasqui :: alle ore 20:13 :: del venerdì, 09 marzo 2007

Questa la promessa del Governo che avvia formalmente la cabina di regia che avrà il compito di coordinare e verificare le iniziative per lo sviluppo del broad band su tutto il territorio nazionale
L'obiettivo, ricordato nel corso della conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi, è dare la garanzia di un capillare e democratico accesso alla banda larga. Con un orizzonte temporale: l'obiettivo dovrà essere raggiunto entro la legislatura, ossia entro il 2011.

Articolo completo al link:
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1820515


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GENTILONI: BANDA LARGA? SERVIZIO UNIVERSALE
Postato da frasqui :: alle ore 20:08 :: del venerdì, 09 marzo 2007


"È necessario affermare un diritto di accesso alla banda larga come servizio universale. Promuovere la connettività veloce al livello di servizio universale, come da anni chiedono con insistenza i consumatori, significa renderla di fatto un "diritto" per ogni italiano."
Queste sono le parole pronunciate ieri a Bruxelles dal Ministro Paolo Gentiloni, il primo Ministro delle Telecomunicazioni ad avere rilasciato queste importanti dichiarazioni che rappresentano sicuramente un epocale passo avanti per le basi contro il Digital Divide.

Sul fronte della banda larga Gentiloni ha parlato di "priorità del Governo". "È necessario - ha dichiarato - affermare un diritto di accesso alla banda larga come servizio universale".

Come noto il Governo ha già promesso una copertura totale del territorio italiano con il broad band entro fine legislatura. Promuovere la connettività veloce al livello di servizio universale, come da anni chiedono con insistenza i consumatori, significa renderla di fatto un "diritto" per ogni italiano.

Questo, naturalmente, porta con sé nuovi obblighi per gli operatori: se andrà in porto il progetto di Gentiloni saranno infatti questi ultimi a dover assicurare la copertura anche in quelle zone dove non è garantito il ritorno economico. Per questo Gentiloni ha aggiunto che è necessario da un lato offrire a chi investe "una giusta remunerazione" e dall'altro "creare concorrenza e non barriere di ingresso".

L'articolo completo è disponibile qui: http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1862148&r=PI

 


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errori nella mappa 2
Postato da frasqui :: alle ore 09:38 :: del venerdì, 02 marzo 2007
Per me, Martino Marianna, è un vero piacere venire a conoscenza dell’esistenza di questo blog.
Sono ormai anni che combatto per questa causa, purtroppo inutilmente.
La contrada dove vivo, C.da S.Anna facente parte del comune di Isola di Capo Rizzuto è assolutamente scoperta da qualsiasi forma di adsl o di linea di connessione veloce esistente.
Con la collaborazione della popolazione santannese, mi sono impegnata personalmente (intendo dire passare pomeriggi in bicicletta a bussare casa per casa chiedendo adesioni), e ho raccolto più di quaranta firme, presentate in seguito al comune di Isola di Capo Rizzuto.
Ho parlato personalmente con l’assessore all’innovazione tecnologica del comune di Isola, Leonardo Battigaglia, il quale nonostante mi abbia gentilmente ascoltata, non è stato in grado di darmi aggiornamenti tanto meno soluzioni al problema(tanto per cambiare); addirittura io ho cercato alternative per risolvere la questione (antenne, ripetitori e proposte varie..).
Sono rimasta in contatto con il sindaco Luigi Rocca, ma nulla è cambiato.
Insomma, è molto semplice quello che tutti gli abitanti di queste zone, scoperte da linee ADSL e simili, chiedono:
l’opportunità di poter far parte di un nuovo mondo dell’informazione, dell’avanguardia tecnologica, un diritto, non una tormentata conquista!
È inutile ignorare il fatto che siamo esclusi (INGIUSTAMENTE) da questo mondo, ma la cosa più sconvolgente è la mancata assistenza, il fatto che sono troppo pochi coloro che si impegnano nella risoluzione del problema, e troppi quelli che se ne stanno a guardare.
Spero che la sua iniziativa sia il giusto modo per far sentire la voce di chi rivendica un diritto proprio, quale L’INFORMAZIONE!

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Errori nella mappa 1
Postato da frasqui :: alle ore 09:37 :: del venerdì, 02 marzo 2007
Salve, sono un ragazzo di Cerenzia, vorrei precisare, che c'è un piccolo errore nella cartina. Da noi purtroppo l'ADSL nn è mai arrivata, nonostante raccolte firme varie, e vari consigli comunali straordinari. La telecom Però quando deve mandare la bolletta si ricorda di noi. Dobbiamo assolutamente cambiare gestore.
Saluti Francesco Rugiero

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Il Crotonese sulla nostra iniziativa
Postato da frasqui :: alle ore 16:26 :: del martedì, 27 febbraio 2007

Bisogna ancora una volta dare atto della sensibilità che "Il Crotonese" ha sempre dimostrato verso il popolo della rete e verso i "prodotti" che questo movimento riesce a produrre pur nelle condizioni non proprio ottimali di lavoro.
Sono anni che questo bisettimanale dedica ai siti migliori del nostro territorio e alle iniziative che sulla rete compaiono, articoli che hanno il grande risultato di rendere visibile, anche a chi non possiede un computer o un collegamento internet, gli sforzi di chi nella rete si muove.
Con quest'ultimo articolo di Simone Arminio, che potete leggere  sul giornale  oggi in edicola o cliccando sul  link in fondo, il bisettimanale ha ancora una volta dimostrato, ove mai c'è ne fosse ancora bisogno, che esistono ancora giornali che riescono ad assolvere non solo alla loro funzione propria della semplice informazione ma anche a quella più meritoria,  in una realtà come la nostra, di agenzia educativa e di promozione sociale che altre "agenzie" farebbero bene a mutuare per il bene della nostra terra. 

Un grazie sentito al Direttore e a tutti i Redattori del Crotonese per l'aiuto concreto e per la solidarietà dimostrataci anche in questa occasione.

Questo l'incipit dell'articolo:

“Attenzione, comune a banda stretta”. Il cartello che tra qualche giorno potrebbe campeggiare all’ingresso del centro abitato di San Mauro Marchesato come di altri comuni del crotonese, avverte i passanti che da queste parti la tecnologia viaggia ancora come dieci anni fa, a 56 kb.
Significa, cioè, che in un mondo di fibre ottiche, adsl e sistemi hardware e software sempre più veloci ed interconnessi, un numero cospicuo di cittadini non ha ancora diritto ad avere le stesse potenzialità di altri cittadini e professionisti italiani e calabresi, più fortunati solo perché nati altrove.
Come vale per le nostre strade, allo stesso modo è per la nostra rete. È per questo motivo che, anche sulle autostrade telematiche, serve una segnaletica che informi i viaggiatori ignari sulle impervie del territorio che hanno appena deciso di attraversare.
L’iniziativa dei cartelli stradali, del tutto spontanea e popolare, è stata portata avanti da un gruppo cittadini residenti a San Mauro Marchesato e Scandale. L’obiettivo è quello di coinvolgere presto tutti gli abitanti di quei comuni del centro ed alto marchesato crotonese nei quali internet viaggia ancora alla stessa velocità di quando apparve in massa nelle nostre vite, dieci anni fa. Quando, cioè, la rete ed il suo utilizzo erano ancora un piacevole di più, ad appannaggio di pochi appassionati.......
“Vogliamo la rete”: un’iniziativa popolare
Per far fronte alle disparità del web e del suo utilizzo, è apparso da poco sulla rete un blog tutto crotonese, all’indirizzo http://vogliamolarete.splinder.com/. L’iniziativa, è spiegato, ha come obiettivo la sensibilizzazione del mondo politico e la raccolta di adesioni nelle comunità internettiane, come punto di partenza per un’azione volta ad eliminare per sempre l’attuale divisione fra cittadini di serie A e cittadini di serie B. .....

Il resto dell'articolo lo trovate sul Crotonese di oggi, 27 febbraio 2007 o, anche on line, al seguente indirizzo:
http://www.ilcrotonese.it


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Prime precisazioni riguardo alla mappa dei comuni a "Banda Stretta"
Postato da frasqui :: alle ore 15:58 :: del martedì, 27 febbraio 2007

Da: bat89 Il mio profilo Contattami Blocca questo utente
Oggetto: Adsl Strongoli Marina
Data: 26 Febbraio, 2007 - 19:55

Egregio Signore,
ho visto la copertura dell'adsl, e volevo informarla che a Strongoli non vi è la copertura totale dell'adsl.In quanto, Strongoli Marina è sprovvista del servizio a banda larga. Segnalandole l'errore della mappa pubblicata, e della non copertura di Strongoli Marina, la invito a contattarmi se con altri paesi a banda stretta decidete di fare un sollecito a qualche operatore di telefonia fissa.

Ringraziamo bat89 per la precisazione riguardo la mappa e invitiamo tutti coloro che desiderano partecipare a questa battaglia di civiltà a comunicarci situazioni, esperienze e anomalie tramite commenti sul blog o direttamente per via email.


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Articolo sul Quotidiano di Calabria
Postato da frasqui :: alle ore 09:33 :: del lunedì, 26 febbraio 2007

Su il Quotidiano della Calabria del 26 - 02 - 07 pag. 26 e sul Blog di De Marco http://sanmauro.splinder.com/ è comparso un articolo che riuarda la nostra campagna di sensibilizzazione.
la cosa è ancora più interessante e positiva perchè De Marco, oltre che corrispondentee del giornale, è anche Vice Sindaco di San Mauro.


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Soldi, bugie e WiMax
Postato da frasqui :: alle ore 19:34 :: del domenica, 25 febbraio 2007
 L'accordo ministeriale presenta molti aspetti negativi, dal costo delle licenze alla sopravvalutazione della nuova tecnologia wireless.

Dopo un breve periodo di riflessione AntiDigitalDivide, l'associazione che si batte per la diffusione della banda larga nel territorio italiano, interviene in relazione all'annuncio del ministero delle Comunicazioni, sull'accordo con la Difesa per la futura assegnazione di frequenze (due canali a giugno) alla tecnologia WiMax.
I media, confortati da alcuni autorevoli sindacati di consumatori, tra cui Adiconsum, si sono sbracciati per salutare il mezzo con cui raggiungere le zone rurali sperdute e non ancora servite dai servizi XDSL. In sostanza, sarebbe la fine del digital-divide.
Pur trattandosi di una notizia tendenzialmente buona, questa tecnologia è stata decisamente sopravvalutata. Inoltre, agli amici di ADD non sono sfuggiti "alcuni orientamenti del ministero riguardo alla distribuzione delle frequenze stesse".
"Pare ormai consolidato il pensiero," sostengono nel comunicato, "di indire delle aste per l'assegnazione delle licenze in stile UMTS". Il rischio è creare un nuovo sistema chiuso, gestito da pochi, che escluda la maggioranza dei WISP, unico vero possibile motore dell'abbattimento del divario digitale.
Questa selezione, oltre ai problemi di mercato, creerà danno anche agli utenti, che saranno gravati del peso delle licenze, con servizi più costosi o di bassa qualità. Se si volesse agire fattivamente contro il divario digitale, si sentirebbe parlare di liberalizzazione, come avvenuto nel 2005 per il Wi-Fi, e non di assegnazione.
AntiDigitalDivide sostiene che sarebbe opportuno vincolare la concessione a un minimo di copertura sul territorio, che dovrebbe essere sottoposta a verifiche periodiche, ed eventualmente sanzionata con la revoca. Il tutto all'interno di un calendario di coordinamento di aree e frequenze, dando la priorità alle aree digital-divise, e non a quelle più remunerative, già servite da cavo o fibra.
Solo così il governo dimostrerà che considera il WiMax un efficace strumento di diffusione della banda larga, e non un mezzuccio per fare cassetta.
Intanto la bufala mediatica del WiMax, spacciata dai superficiali annunci stampa, comincia a fare le prime vittime. Alcuni Comuni, che avevano messo a bilancio 2007 la copertura di alcune aree attraverso il Wi-Fi, hanno congelato i lavori perché "a giugno ci sara' il WiMax".
Migliaia di cittadini dovranno essere esclusi ulteriormente dalla Rete, solo perché qualcuno pensa che una tecnologia, oggi senza uno standard, né frequenze, né operatori, né servizi, si materializzi a giugno e spazzi via il digital-divide.
www.zeusnews.it - 08-01-2007

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La mappa dei comuni a "BANDA STRETTA" della Provincia di Crotone
Postato da frasqui :: alle ore 18:55 :: del domenica, 25 febbraio 2007

 

I paesi in rosso sono i comuni dove attualmente non esiste nessun tipo di collegamento veloce alla rete e con collegamenti mobili saltuari, precari e inesistenti o quasi per l'UMTS.
Per non parlare ovviamente di HSPDA che rimane soltanto nei sogni futuribili.
Anche dove arriva il GSM, non è detto che valga per tutti gli operatori:
I possessori di telefonini stanno diventando degli esperti in fatto di posizioni ottimali per cui li vedi spostarsi da una zona all'altra del paese o, in molti casi, anche tra le stanze delle case stesse, alla ricerca della fantomatica rete.
Nei paesi a copertura parziale la situazione non è molto migliore, tenendo conto che può capitare di diventare utenti a "banda stretta" a seconda del lato della strada dove ti capita di abitare.
Anche quelli che sono colorati in verde non possono cantare vittoria visto che comunque sono soggetti a limitazioni di quartieri e a segnale mobile ballerino.
Se provi a spostarti dentro Crotone con il telefonino UMTS acceso, per fare una telefonata devi richiamare lo stesso numero almeno una decina di volte.
Invito tutti coloro che vivono quotidianamente il senso di frustrazione derivato dal possedere un oggetto tecnologico evoluto, che però non può funzionare per i limiti della rete, a raccontare le proprie esperienze sul blog.
Rinnovo l'invito:
Cerchiamo di creare una mappa del disagio! 


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Prime adesioni delle Istituzioni
Postato da frasqui :: alle ore 12:32 :: del domenica, 25 febbraio 2007

 Il Gruppo Consiliare della Margherita di San mauro Marchesato, ha inteso aderire alla battaglia di civiltà che abbiamo lanciato sul blog.
Nel ringraziarli per l'adesione vorremmo complimentarci per la sensibilità politica dimostrata con l'augurio che altre forze politiche seguano a ruota l'esempio a San Mauro e in tutti i paesi a "Banda Stretta".
Intanto rinnoviamo l'invito ad utilizzare i cartelli segnaletici per marcare in modo visibile tutti i paesei a "Banda Stretta".


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L'interessamento di Gianni Pittella
Postato da frasqui :: alle ore 12:45 :: del mercoledì, 21 febbraio 2007

Gianni Pittella, Parlamentare Europeo dei DS ha risposto al nostro appello.

Caro,
la questione del digital divide è di estrema importanza ed è fondamentale per le nostre regioni meridionali recuperare l'enorme gap in termini di infrastrutturazione telametica con le altre regioni.  Da parte mia posso impegnarmi a segnalare ulteriormente al Presidente della Regione Calabria, che inontrerò prossimamente, il disagio dei vostri comuni e la necessità di un intervento.
 
Un saluto,
Gianni
Lo ringraziamo per quanto vorrà fare per la nostra causa.

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Facciamoci sentire
Postato da frasqui :: alle ore 13:09 :: del sabato, 17 febbraio 2007

Un'azione semplice ma molto efficace per creare movimento potrebbe essere quella di interessare gli studenti pendolari della Provincia.
Basta stampare una copia del volantino allegato e affiggerlo su tutti i pulman degli studenti che scendono a Crotone o alle località scolastiche della Provincia.
Rendiamo visibile il nostro disagio....

Volantino per gli Autobus


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Come iniziare
Postato da frasqui :: alle ore 11:46 :: del sabato, 17 febbraio 2007

Scrivo da San Mauro Marchesato, un comune in Provincia di Crotone e a nemmeno 5 Km in linea d'aria dal capoluogo.
Un posto privilegiato solo per la vista panoramica che abbraccia in un sol colpo la Sila e lo Jonio. Per il resto niente...
Per arrivarci bisogna farsi 45 minuti di curve e di buche degne di un film sugli anni 50 e se non si possiede un mezzo di locomozione diverso dal ciuccio, ci si può arrivare con i pulman, solo 1 o 2 volta al giorno, a seconda della stagione.
Per gestire questo blog uso una linea GPRS prepagata, perchè ovviamente, essendo il mio un paese a banda stretta, tu ti puoi anche comprare l'ultimo ritrovato in fatto di comunicazioni, la scheda HSPDA, ma da usare a scartamento ridotto perchè dell' l'UMTS e le sue evoluzioni noi non siamo partecipi.
E' altrettanto ovvio che quando in televisione, le pubblicità dei gestori telefonici ci fanno ammirare le cose meravigliose che possiamo fare con i nuovi ritrovati tecnologici, non lo fanno per cattiveria nei nostri confronti, ma per sbatterci in faccia, ancora una volta se c'è ne fosse bisogno, quanto siamo indietro nella scala dell'evoluzione verso l'homo tecnologicus.
E la cosa più frustrante è che hanno ragione, Perchè questa parte del mondo che è disponibile a marciare compatta per i miraggi paradisiaci di Mister Appel, che accetta di diventare la discarica di tutti i rifiuti italiani, non si rende conto che il mondo va avanti e che i treni dello sviluppo passano senza fermarsi.
E allora forse è arrivato il momento di dire basta!
Ma come?
Io avanzo una serie di proposte:

  1. Affiggere in tutti i comuni a "BANDA STRETTA" la segnaletica che si può scaricare dal post precedente. Basta fare un pò di fotocopie e affiggerli in tutti i cocali pubblici del proprio paese. Io l'ho fatto in parte e questa mattina anche quelli che non hanno mai visto un computer sapevano cos'era la Banda Larga.
  2. Scrivere una email a tutti i politici, nazionali e locali, con allegato il cartello segnaletico e con la scritta: VOGLIAMO ESSERE CITTADINI DI SERIE A - DATECI LA RETE.
  3. Reperire presso tutti i comuni interessati tutte le copie delle delibere che su questo problema sono state eventualmente emanate.
  4. Costringere le Province,  la Regione a rendere pubbliche tutte le iniziative fin'ora intrapprese presso i gestori telefonici per l'eliminazione del DIGITAL DIVIDE così come prescrive la legge italiana e la leggislazione Europea
  5. Organizzare una raccolta di firme su un documento da presentare alle più alte cariche dello stato e possibilmente anche al Parlamento Europeo. Per fare questo sarebbe necessario costituire un comitato provinciale che lo possa elaborare e che possa coordinare la raccolta.
  6. Imporre in tutti i comuni interessati al prossimo turno elettorale che tutte le liste candidate si impegnino su questo punto nel loro programma.

Sono solo una parte delle proposte possibili che vorrei fossero messe in discussione, ampliate, e diffuse in modo tale da creare quel movimento d'opinione necessario per avere ragione di interessi troppo grandi per le forze di una singola comunità.

 


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Segnaliamo il confine
Postato da frasqui :: alle ore 09:14 :: del venerdì, 16 febbraio 2007

Una prima azione da compiere potrebbe essere quella di delimitare le zone non coperte dalla banda larga come si fa con le zone militari ad alto rischio.
Anche questa volta  i cartelli dovrebbero servire ad avvisare i cittadini, ma soprattutto coloro che vengono da fuori, del pericolo che corrono entrando nelle zone segnalate: nessuna possibilità di collegarsi con il mondo.
Forniremmo oltretutto un servizio a tutti coloro che dovessero trovarsi nella necessità di avere una comunicazione evoluta con altri utenti di zone di serie A.
Potete scaricare la tabella segnaletica cliccando sul link seguente.
Comune a banda stretta


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Cittadini di serie B
Postato da frasqui :: alle ore 08:45 :: del venerdì, 16 febbraio 2007

I comuni senza ADSL, UMTS, HSDPA della Provincia di Crotone difendono il loro diritto di connessione veloce.
Parte un blog per la difesa dei propri diritti di cittadini e di cittadini digitali.
Attorno a questo blog chiediamo che si uniscano tutti quei cittadini, associazioni, e aziende della provincia di Crotone, e in modo particolare quelli che abitano, agiscono e producono nei paesi che alla data attuale sono prive di qualsiasi connessione veloce, e che pretendono di non essere dimenticati dalla Regione Calabria e dalla Provincia di Crotone  nei loro diritti di cittadini digitali.
La nostra  attività nasce in rete e porterà a sensibilizzare politici, media e organi di stampa e altri gruppi in Internet sulla situazione sfavorevole che viene messa in atto nei confronti di una parte rilevante della popolazione.
Evidentemente la Regione Calabria, la Provincia di Crotone e Telecom Italia insieme hanno deciso chi siano cittadini digitali di serie A e chi di serie B.
Per questo motivo i cittadini dei comuni esclusi dalla banda larga chiedono in tempi brevi di poter essere inseriti nei progetti relativi a questo settore di sviluppo senza rimanere nella attuale condizione di digital divide.
In una Provincia dove le “trazze” sono ancora le vie di comunicazione terrestri, si chiede di poter viaggiare nel mondo della globalizzazione attraverso le autostrade telematiche.
Invitiamo tutte le associazioni presenti sul territorio e i singoli cittadini a mobilitarsi e far sentire la loro voce sul blog e attraverso le forme che riterranno più opportune per costringere i nostri politici a muoversi concretamente su questo terreno.


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