Scrivo da San Mauro Marchesato, un comune in Provincia di Crotone e a nemmeno 5 Km in linea d'aria dal capoluogo.
Un posto privilegiato solo per la vista panoramica che abbraccia in un sol colpo la Sila e lo Jonio. Per il resto niente...
Per arrivarci bisogna farsi 45 minuti di curve e di buche degne di un film sugli anni 50 e se non si possiede un mezzo di locomozione diverso dal ciuccio, ci si può arrivare con i pulman, solo 1 o 2 volta al giorno, a seconda della stagione.
Per gestire questo blog uso una linea GPRS prepagata, perchè ovviamente, essendo il mio un paese a banda stretta, tu ti puoi anche comprare l'ultimo ritrovato in fatto di comunicazioni, la scheda HSPDA, ma da usare a scartamento ridotto perchè dell' l'UMTS e le sue evoluzioni noi non siamo partecipi.
E' altrettanto ovvio che quando in televisione, le pubblicità dei gestori telefonici ci fanno ammirare le cose meravigliose che possiamo fare con i nuovi ritrovati tecnologici, non lo fanno per cattiveria nei nostri confronti, ma per sbatterci in faccia, ancora una volta se c'è ne fosse bisogno, quanto siamo indietro nella scala dell'evoluzione verso l'homo tecnologicus.
E la cosa più frustrante è che hanno ragione, Perchè questa parte del mondo che è disponibile a marciare compatta per i miraggi paradisiaci di Mister Appel, che accetta di diventare la discarica di tutti i rifiuti italiani, non si rende conto che il mondo va avanti e che i treni dello sviluppo passano senza fermarsi.
E allora forse è arrivato il momento di dire basta!
Ma come?
Io avanzo una serie di proposte:
- Affiggere in tutti i comuni a "BANDA STRETTA" la segnaletica che si può scaricare dal post precedente. Basta fare un pò di fotocopie e affiggerli in tutti i cocali pubblici del proprio paese. Io l'ho fatto in parte e questa mattina anche quelli che non hanno mai visto un computer sapevano cos'era la Banda Larga.
- Scrivere una email a tutti i politici, nazionali e locali, con allegato il cartello segnaletico e con la scritta: VOGLIAMO ESSERE CITTADINI DI SERIE A - DATECI LA RETE.
- Reperire presso tutti i comuni interessati tutte le copie delle delibere che su questo problema sono state eventualmente emanate.
- Costringere le Province, la Regione a rendere pubbliche tutte le iniziative fin'ora intrapprese presso i gestori telefonici per l'eliminazione del DIGITAL DIVIDE così come prescrive la legge italiana e la leggislazione Europea
- Organizzare una raccolta di firme su un documento da presentare alle più alte cariche dello stato e possibilmente anche al Parlamento Europeo. Per fare questo sarebbe necessario costituire un comitato provinciale che lo possa elaborare e che possa coordinare la raccolta.
- Imporre in tutti i comuni interessati al prossimo turno elettorale che tutte le liste candidate si impegnino su questo punto nel loro programma.
Sono solo una parte delle proposte possibili che vorrei fossero messe in discussione, ampliate, e diffuse in modo tale da creare quel movimento d'opinione necessario per avere ragione di interessi troppo grandi per le forze di una singola comunità.